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BET Onlus

BET Onlus - Casa Sandra

L’Associazione è un operatore di riferimento per il settore educativo e socio-assistenziale

Luogo

Fermo (FM)

Anno

2022

Associazione

Bet Onlus

Il Progetto

Dal 2009 Bet Onlus, nelle Marche, si occupa di disagio mentale nel mondo degli adulti.In questi ultimi anni l’associazione sta assistendo alla crescente richiesta di aiuto e supporto da parte di donne sole o con minori a carico, che si rivolgono a loro tramite i servizi sociali presenti sul territorio e che necessitano di accoglienza e di accompagnamento verso uno stato di ritrovata autosufficienza.

L’Associazione perciò intende avviare una Comunità di Pronta Accoglienza Adulti (CPAA) riservata a donne sole o con minori a carico. Tale struttura è una Comunità di accoglienza che opera in ambito sociale con regime residenziale, a carattere comunitario dedicata esclusivamente alle situazioni di emergenza.

La Comunità di Pronta Accoglienza Adulti ha come prima priorità l’accoglienza di situazioni in emergenza e urgenza. Il personale presente in struttura h24 è sempre disponibile all’accoglienza.

A seconda dei casi, la permanenza non dovrebbe superare i due mesi: questo è il tempo minimo necessario per comprendere le reali necessità dell’ospite ed eventualmente decidere il trasferimento in altra struttura idonea alla sua situazione. In altri casi si lavora al raggiungimento dell’autonomia economica – abitativa dell’ospite. Il progetto prevede anche L’apertura e la gestione di un servizio di “Centro di Ascolto”e l’avvio del servizio mensa che potrà servire sia i componenti della casa, sia persone indigenti che ne facessero richiesta. La Fondazione J&J ha scelto di sostenere questa iniziativa apportando delle migliorie agli ambienti della cucina di Casa Sandra.

L'Associazione

L’Associazione BET Onlus, a Fermo, nelle Marche, è un operatore di riferimento per il settore educativo e socio-assistenziale, offrendo servizi di accoglienza, cura e accompagnamento finalizzati a soddisfare i bisogni di tutte le categorie sociali di riferimento, attraverso professionalità dotate di competenze tecniche e gestionali maturate attraverso l’esperienza e la formazione continua, orientate al mercato e alla creazione di relazioni con il territorio.

BET Onlus

Via Giovanni da Palestrina, 21, 63900 Fermo FM, Italia

Contatti

Telefono: +39 0734 224548
[email protected]


Cooperativa Sociale Nazareno - 2020

Cooperativa Sociale Nazareno

Progetto di inclusione socio-occupazionale - le mascherine chirurgiche

Luogo

Carpi (MO)

Anno

2020

Associazione

Cooperativa Sociale Nazareno

Il Progetto

L’obiettivo del progetto sostenuto dalla Cooperativa Sociale Nazareno, una volta ottenuta la certificazione di conformità, è stato quello di sostenere il prototipo di mascherina chirurgica, per promuoverne la produzione e la vendita presso il laboratorio socio-occupazionale gestito dalla Cooperativa Sociale Arti e Mestieri, progetto realizzato in Emilia Romagna, ma con un impatto sul territorio nazionale. Appena l’emergenza Covid-19 ha colpito il paese la Cooperativa Nazareno Work si è prontamente adoperata per trovare soluzioni di protezione e di contenimento della diffusione del virus all’interno delle proprie comunità abitative (4 sul territorio di Bologna e 9 in provincia di Modena), facendo anche i conti con l’indisponibilità di reperire tali dispositivi sul mercato. L’ausilio è stato prodotto ai fini di utilizzo interno (educatori e personale impegnato nelle attività di assistenza, riabilitazione e terapia dei soggetti ospiti delle comunità abitative oppure ospitati nelle attività diurne) in numero di circa 3.000 persone.

In linea con al mission della cooperativa, si è sviluppata poi l’idea di rendere tale attività un’opportunità di occupazione ed inserimento al lavoro per persone in difficoltà. L’obiettivo secondario che il progetto si prefigge è quello di raggiungere una propria sostenibilità, che possa rendere duratura e stabile l’occupazione di persone disabili. A tal fine occorre che le mascherine prodotte vengano certificate e rese quindi idonee alla vendita da parte dell’ISS. Il progetto prevede che venga incaricato un laboratorio specializzato per l’esecuzione di tutti i test necessari al rilascio della certificazione. Contestualmente, una risorsa interna segue l’iter del processo, in qualità di referente per il Laboratorio di ricerca, così da rilevare in tempo reale osservazioni ed intervenire su eventuali criticità.

I test che vengono eseguiti dal Laboratorio, necessari a proseguire l’iter di sottomissione della domanda di autorizzazione alla produzione all’ISS, sono i seguenti:

  • Test di performance (capacità filtrante, capacità di protezione degli schizzi);
  • Pressione differenziale, carico biologico, calcolo del fattore correzione;
  • Test in vitro di citotossicità;
  • Test di irritazione cutanea.

Ciò ha anche lo scopo di accelerare i tempi, poiché l’emergenza, anche in vista della ripresa graduale di tutte le attività, comporterà lunghi periodi di osservanza di norme di distanziamento sociale e di utilizzo di mascherine protettive. Per questo motivo la Fondazione J&J ha deciso di sostenere tale progetto, confidando anche nella buona riuscita dei risultati attesi.

L'Associazione

La Cooperativa Sociale Nazareno è un’associazione dedicata principalmente all’inserimento lavorativo di persone con disabilità fisica e/o psichica anche grave, in collaborazione con i servizi territoriali sociali e sanitari. Nasce dall’esperienza della vicina Nazareno Sociale, dedicata quindi alle attività socio-assistenziali e riabilitative.

Le Cooperative operano in modo sinergico sui territori di Modena e Bologna, dove prendono in carico persone attraverso comunità abitative, centri semiresidenziali, attività socio occupazionali, accompagnamento all’inserimento lavorativo.

Nazareno Work viene costituita nel 1993 per rispondere alle necessità di lavoro di alcuni ospiti della Cooperativa Sociale Nazareno, le principali attività dell’associazione sono le seguenti:

  • Attivare percorsi di inserimento e di collocamento mirato, insieme a percorsi di monitoraggio e di tutti i soggetti che partecipano alla rete dei servizi per disabili e svantaggiati
  • Costruire un quadro stabile di relazioni fra i soggetti del territorio, anche attraverso azioni di pubblicizzazione, volte a far conoscere le agevolazioni e le opportunità
  • Proseguire ed attivare percorsi di “addestramento”, di mantenimento delle abilità possedute e di sviluppo delle abilità trasversali indispensabili per il contesto lavorativo, per il raggiungimento dell’autonomia del soggetto volto alla sua integrazione sociale.

Cooperativa Sociale Nazareno

Via Bollitora Interna, 130 – 41012 Carpi (MO)

Contatti

Tel. 059 664774
[email protected]

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Andrea Tudisco Onlus - 2020

Andrea Tudisco Onlus

Dona una foglia per l'albero della Casa di Andrea

Luogo

Roma

Anno

2020

Associazione

Andrea Tudisco Onlus

Il Progetto

Il progetto “Dona una foglia per l’albero della Casa di Andrea” è stato portato avanti dall’Associazione Andrea Tudisco, durante il periodo di emergenza nazionale e globale di Covid-19, in cui l’associazione versava in condizioni di difficoltà finanziaria. Le Case di Andrea sono strutture integrate che rispondono alle esigenze di accoglienza, affidamento ed orientamento di nuclei familiari di pazienti pediatrici affetti da gravi patologie, che per poter affrontare le cure sono costretti a rivolgersi a strutture ospedaliere lontante dal luogo di origine. Le case dell’Associazione operano sul territorio di Roma e intendono restituire calore alle famiglie meno abbienti, provenienti da tutta Italia e dai paesi dell’Est Europa, in particolar modo dalla Romania, dall’Albania e dal Kossovo, con bambini ricoverati per lo più nei reparti di oncologia, ematologia, cardiochirurgia e chirurgia neonatale. Mai come nel momento dell’emergenza, l’associazione ha avuto bisogno di aiuto, i piccoli ospiti affetti da gravi patologie, che combattono ogni giorno con la malattia, sono purtroppo diventati ancora più vulnerabili, costretti ad affrontare ulteriori difficoltà. L’associazione ha dovuto sospendere le attività di Clown terapia presso i reparti pediatrici e si è registrata anche una forte contrazione nelle donazioni da parte dei sostenitori abituali, per questo motivo la Fondazione J&J ha deciso di sostenere tale progetto, con l’auspicio di poter far crescere l’albero virtuale della Casa di Andrea, “regalando una nuova foglia” e rendendo possibile l’accoglienza di diversi nuclei familiari nelle strutture dell’associazione.

L'Associazione

L’Associazione Andrea Tudisco Onlus si occupa da 23 anni dell’accoglienza di bambini con gravi patologie che sono costretti a trasferirsi a Roma per ricevere cure specializzate. L’Associazione realizza attività di supporto alle strutture sanitarie pubbliche, offrendo gratuitamente ospitalità e assistenza ai bambini con gravi patologie e alle loro famiglie, permettendo così al bambino, di “vivere e combattere” la malattia e il disagio attraverso l’accoglienza e l’amore della famiglia e di una comunità. L’Associazione nasce nella forma di Comitato il 17 ottobre 1997, per volere dei genitori di Andrea, Fiorella e Nicola e di tutti i suoi amici più stretti. Ad Andrea viene diagnosticata una leucemia linfoblastica acuta. Durante il ricovero Andrea e la sua famiglia vengono a contatto con tanti altri bambini che oltre a dover affrontare il problema di una grave malattia provengono da tutto il mondo, costretti ad abbandonare il loro Paese di origine, da qui il desiderio e l’intuizione di poter offrire accoglienza a queste famiglie.

L’associazione gestisce le seguenti attività:

  • 5 Case di accoglienza
  • Servizio di Clown terapia
  • Supporto psicologico
  • Attività di accompagnamento per e da l’ospedale
  • Attività di assistenza sociale e legale
  • Supporto alla ricerca scientifica e sociale

Associazione Andrea Tudisco onlus

via degli Aldobrandeschi, 3 00163 Roma – C.F. 96346950585

Contatti

Cell. 339/8270043
[email protected]

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Peter Pan ODV - 2020

Peter Pan Odv - Adotta una stanza della grande casa di Peter Pan

CasAmica resta con te: L’accoglienza nel contesto di emergenza COVID-19

Luogo

Roma

Anno

2020

Associazione

Peter Pan Odv

Il Progetto

Il progetto “Adotta una stanza della grande casa di Peter Pan” promosso dall’associazione Peter Pan ha voluto continuare ad offrire accoglienza gratuita a chi viene ospitato per tutto il periodo delle cure oncologiche dei propri figli, favorendo così l’accesso al percorso di terapie per i pazienti malati. Il rapporto di collaborazione di Peter Pan con la struttura sanitaria e la vicinanza della “Grande Casa di Peter Pan”, permette anche la cura di molti pazienti in regime di day-hospital favorendo così una qualità di vita migliore oltre che facilitare una diminuzione del tempo trascorso in ospedale da parte dei pazienti. Quando il cancro colpisce persone in età pediatrica ne risente l’intero nucleo familiare, i genitori dei pazienti spesso sono costretti a trasferirsi con loro in altre città o addirittura in altri paesi per accedere a cure specifiche. La malattia determina perciò un vero impatto emotivo, sociale ed economico sulla famiglia. La “Grande Casa di Peter Pan” nasce proprio per sostenere queste famiglie che lasciano i loro luoghi di residenza per recarsi a Roma. Le strutture sono dotate di stanze singole con servizi e ampi spazi comuni che favoriscono la socializzazione tra gli ospiti che condividono la stessa esperienza.

Nello specifico la “Grande Casa di Peter Pan” si rivolge a bambini e adolescenti che vengono a Roma con le loro famiglie per le cure o per le visite di controllo (follow-up) presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Queste famiglie provengono da altre regioni d’Italia in particolare dal sud (Puglia, Campania, Calabria e Sicilia) o da paesi stranieri in maggioranza dall’Europa orientale (Romania, Albania, Ucraina e Bulgaria). Per il 2020, Peter Pan intende continuare a svolgere le sue attività di accoglienza nella Grande Casa:

  • Garantire ospitalità gratuita a circa 100 famiglie
  • Offrire circa 20.000 giornate di accoglienza ai bambini e ai familiari
  • Favorire la deospedalizzazione, con un tasso pari a circa il 75%

La Fondazione J&J ha deciso di sostenere tale progetto, “adottando” una delle stanze di accoglienza della “Grande Casa di Peter Pan”, garantendo perciò ospitalità a un numero maggiore di famiglie.

L'Associazione

L’associazione Peter Pan è stata fondata nel 1994 da genitori romani di bambini malati di cancro con l’intento di offrire sostegno alle famiglie che si trovano a vivere lo stesso percorso di cure. Nello specifico, le case di Cura a Roma offrono ospitalità gratuita e servizi a coloro che sono costretti a spostarsi dalle proprie residenze per essere curati al Bambin Gesù nei reparti di ematologia e oncologia, per affronatre al meglio il duro periodo della malattia. I principali obiettivi dell’associazione sono di garantire ospitalità a un numero sempre maggiore di famiglie, di offrire giornate di accoglienza a bambini e familiari e di favorire la deospedalizzazione.

Le Case di Peter Pan sono state inoltre pensate e realizzate per restituire ai piccoli ospiti una quotidianità fatta di gioco, studio, sorrisi, allegria e un’atmosfera di serenità che possa contribuire al loro recupero psicofisico. A Roma, “La Grande Casa” di Peter Pan è un polo di quattro strutture con 32 unità abitative e spazi comuni. Oltre a garantire vari servizi di ospitalità quali ad esempio il trasporto quotidiano da/per aeroporti, stazioni, ospedali, molte sono le attività ludico-didattiche e ricreative offerte, quali animazione giornaliera, laboratori creativi, letture animate, feste a tema, gite e visite guidate, spettacoli musicali e teatrali, proiezioni cinematografiche.

Associazione Peter Pan

Via San Francesco di Sales, 16, 00165 Roma

Contatti

Tel. 800 984 498
[email protected]

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Casa AMICA Onlus - 2020

Casa Amica Onlus

CasAmica resta con te: L’accoglienza nel contesto di emergenza COVID-19

Luogo

Lecco, Milano, Roma

Anno

2020

Associazione

Casa Amica Onlus

Il Progetto

Il progetto “CasAmica resta con te: L’accoglienza nel contesto di emergenza COVID-19” si inserisce per l’appunto nel contesto che ha visto dilagare l’emergenza sanitaria. L’associazione CasAmica si è impegnata in particolare a dare una risposta alle seguenti necessità, nelle sue sedi di accogleinza – Milano, Roma, Lecco:

  • Continuare a garantire servizi di accoglienza tipici di CasAmica nelle città in cui opera;
  • Dare risposta a nuovi input ricevuti dai diversi territori colpiti da COVID-19 in termini di accoglienza di personale ospedaliero e persone dimesse dagli ospedali che necessitavano di un periodo di quarantena lontano dalle proprie case (siano essi adulti o bambini);
  • Sviluppare azioni di medio-lunga durata per il post-emergenza.

L’associazione da una parte ha continuato a sostenere i pazienti che giungevano nelle case perché non potevano rimandare le cure oppure gli interventi e che, una volta dimessi dagli ospedali, non potevano rientrare nella propria regione, perché vulnerabili dal punto di vista sanitario ed esposti a una maggiore probabilità di contagio. Dall’altra, ha cercato di fare il possibile per rispondere alla necessità di accoglienza di personale sanitario. A Lecco, in particolare, è stata attivata una convenzione con l’Ospedale Manzoni per l’accoglienza di infermieri assunti per far fronte all’emergenza COVID. Questo ha comportato una riorganizzazione interna della struttura, volta a garantire la sicurezza sanitaria degli altri ospiti della casa, e un rafforzamento dello staff a supporto.

Da un punto di vista pratico, CasAmica si è impegnata anche per garantire la massima tutela di tutti gli ospiti che vivevano in comunità secondo le disposizioni relative all’emergenza. Sebbene i volontari non potessero più essere presenti nelle case, sono stati rafforzati i servizi di pulizia e sono rimasti a disposizione degli ospiti i responsabili delle case che, laddove possibile, hanno fatto in modo di ridurre al minimo le uscite degli ospiti (andando, per esempio, a fare la spesa per tutti). Da un punto di vista economico, il rafforzamento del servizio ha comportato dei costi in più rispetto a quelli ordinari, sia perché è stato necessario coinvolgere personale aggiuntivo, sia perché sulle lunghe permanenze le famiglie hanno faticato a sostenere il contributo, seppur simbolico, che solitamente viene richiesto. Per questo la Fondazione J&J ha deciso di sostenere tale progetto, per garantire il proseguimento di tutte le attività di accoglienza di casAmica.

L'Associazione

L’associazione CasAmica è nata nel 1986 come organizzazione di volontariato, con l’obiettivo di accogliere i malati e i loro familiari che devono soggiornare lontano da casa per ricevere cure mediche specifiche. Le attività di CasAmica contribuiscono a garantire un accesso alla migliore tutela possibile della propria salute, che sia indipendente dalle condizioni economiche e dal luogo di provenienza del malato, tutelando la dignità sua e dei suoi familiari. Il modello di intervento si basa su un approccio “umanizzante”: il malato e i suoi accompagnatori sono prima di tutto persone, e per questo, mentre l’ospedale prende in cura il paziente, CasAmica prende in cura la persona mettendola al centro del suo modello di accoglienza. In questa ottica, l’accoglienza è percepita come parte della cura della persona ed è accompagnata da attività trasversali di supporto e ricreative. CasAmica gestisce a Milano 4 case di accoglienza (tre dedicate agli adulti e una ai bambini); una a Roma, e una a Lecco. L’associazione offre ospitalità temporanea principalmente a persone colpite dalla malattia, e ai loro familiari, costretti ad allontanarsi dalla propria città o dal proprio Paese per poter sottoporsi ad adeguate cure.

Associazione CasAmica Onlus

Via Cesare Saldini 26 – 20133 Milano

Contatti

Tel. 02 84132162
[email protected]

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Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini

Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini

L’accoglienza non si ferma

Luogo

Milano, Brescia, Cremona

Anno

2020

Associazione

Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini

Il Progetto

L’associazione AiBi, associazione amici dei bambini si è impegnata durante l’emergenza del Coronavirus, sostenendo il progetto “L’accoglienza non si ferma”, operando in particoare sul territorio più colpito della Lombardia, nelle città di Milano, Brescia e Cremona. L’obiettivo è stato quello di permettere l’accoglienza, la protezione e il supporto psico-pedagogico a minori e famiglie in difficoltà, anche e soprattutto nella fase di emergenza, attraverso i servizi di accoglienza residenziale. Le comunità di Aibi accolgono mamme sole con i propri bambini, donne con un passato di marginalità sociale, povertà, abuso e violenza. Gli adolescenti accolti a Casa Pinocchio, sono ragazzi allontanati dalla famiglia d’origine o minori stranieri soli non accompagnati. Tutti gli ospiti hanno un difficile passato e necessitano di un supporto educativo, sociale e psicologico costante. Nella fase di emergenza, la lontananza imposta da familiari, amici, il timore per la propria salute e per quella dei propri cari, la convivenza forzata con altri, acuisce, inevitabilmente, le fragilità già presenti. Il progetto ha previsto quindi le seguenti attività:

  • Dare continuità al servizio di accoglienza residenziale e fornire loro presidi di protezione (disinfettanti, mascherine, guanti e prodotti per igiene personale) necessari a limitare rischi di contagio da Covid19.
  • Potenziamento del supporto psico-pedagogico dedicato agli ospiti delle comunità. Nello specifico sono previste 30 ore aggiuntive di supporto educativo e 25 colloqui psicologici. Al fine di garantire supporto educativo a 360°, saranno acquistati tablet per i più piccoli e per i ragazzi di Casa Pinocchio, per poter seguire le lezioni a distanza su device adeguati.
  • Start- up di un servizio di accoglienza dedicato ai nuclei mamma – bambino nella fase di auto-isolamento che precede l’inserimento nella comunità di accoglienza. La fase di start up prevede l’arredo e l’allestimento degli spazi affinché l’ambiente sia confortevole, a misura di bambino e con le comodità necessarie per trascorrere un lungo periodo di auto-isolamento (tv, giocattoli, ecc.).

La Fondazione J&J ha deciso di sostenere il progetto promosso da AiBi perchè l’accoglienza e la protezione non potesse fermarsi in un periodo così cruciale, come quello dell’emergenza.

L'Associazione

Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini nasce nel 1986 da un movimento di famiglie adottive e affidatarie con la missione di “dare a ogni bambino abbandonato una famiglia, garantendo il suo diritto ad essere figlio”. Ai.Bi. nel mondo è presente in 33 paesi, con sedi operative in Europa dell’Est, Americhe, Africa e Asia. E’ presente in Italia con una sede nazionale, sedi regionali, punti famiglia sparsi su tutto il territorio e dei Centri Servizi alla Famiglia. Nel corso degli anni ha cercato di realizzare la sua mission attraverso la cooperazione e l’educazione allo sviluppo, l’adozione internazionale, la promozione dei diritti dei minori, l’affido e le case famiglia. La crescente domanda di strutture e forme di accoglienza di minori e nuclei familiari fragili, anche monoparentali, ha portato allo sviluppo di servizi e di unità di offerta sul territorio lombardo rivolti a questo tipo di utenti – tra questi Casa Pinocchio. Amici dei Bambini aderisce attivamente al Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC) , un network composto da 96 soggetti del Terzo Settore che da tempo si occupano attivamente della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Il gruppo CRC verifica il rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’Infanzia da parte dello Stato italiano.

Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini

Via Marignano 18 – 20098 Mezzano di S.Giuliano Milanese (Mi)

Contatti

Tel. +3902988221
[email protected]

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Fondazione Progetto Arca - 2020

Fondazione Progetto Arca - Proteggiamoli

Luogo

Milano

Anno

2020

Associazione

Fondazione Progetto Arca

Il Progetto

Il progetto “Proteggiamoli”, sostenuto dall’associazione Progetto Arca, mira a dare una risposta concreta alle dinamiche di solitudine, paura e perdita di riferimenti delle persone ai margini della società con particolare attenzione ai senza dimora ed ai migranti in strada o in stato di accoglienza presso i centri dell’associazione. Durante il periodo di emergenza, le persone senza dimora si sono ritrovate ancora più sole, disorientate e senza difese. Sono state maggiormente esposte al rischio di contagio, con nessuna possibilità di proteggersi. Inoltre con la chiusura e/o limitazione della maggioranza dei servizi di riferimento (mense, docce e bagni pubblici) la situazione si è aggravata, non hanno potuto contare neanche sulla generosità dei passanti o degli esercenti commerciali, chiusi in casa dai decreti governativi.

La risposta di Progetto Arca si è concretizzata principalmente nel potenziamento del servizio di Unità di strada nella città di Milano con l’ausilio di personale sanitario qualificato (medico e infermieristico) al fine di fornire diversi aiuti:

  • supporto psicologico
  • informazioni utili per la prevenzione del diffondersi del Covid-19
  • informazioni circa i numeri di emergenza da contattare in caso di difficoltà
  • informazioni utili ad individuare i primi eventuali sintomi della malattia.

Il personale medico si è occupato inoltre di misurare la temperatura corporea di ogni persona incontrata con dispositivi no touch, e di fornire un primo aiuto per sopperire alle esigenze primarie attraverso bevande e cibo. In questo modo l’associazione ha promosso un ampliamento dei presidi sanitari condotti sul territorio a favore delle persone senza dimora, e l’assistenza attiva alle persone accolte nelle strutture gestitite direttamente da Progetto Arca nella città di Milano.

La Fondazione J&J ha deciso di sostenere tale progetto, contribuendo alla gestione delle varie attività incremenate dall’associazione durante il periodo di emergenza.

L'Associazione

La Fondazione Progetto Arca onlus nasce nel 1994 a Milano per iniziativa di un gruppo di amici mossi dal desiderio di fare qualcosa di concreto per aiutare le persone in stato di indigenza. Viene aperto a Milano il primo Centro di Accoglienza Residenziale per persone senza dimora con problematiche di dipendenza, così da portare un aiuto solido a persone in stato di grave povertà ed emarginazione. Al centro delle sue attività ci sono uomini e donne senza dimora, anziani soli, famiglie in emergenza economica e abitativa, persone in fuga da guerre e povertà. Fondazione Progetto Arca offre ascolto e assistenza in strada, pasti caldi, la possibilità di dormire al riparo in centri di accoglienza, cure mediche e case da cui ripartire. Ogni giorno, con i suoi operatori e volontari, ascolta senza pregiudizio i bisogni di ogni persona in difficoltà, per accompagnarla in un percorso di recupero personale e di reinserimento sociale, abitativo e lavorativo.

Fondazione Progetto Arca onlus

Via degli Artigianelli, 6, 20159 MILANO

Contatti

Tel. 02.66.715.266
[email protected]

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Loïc Francis-Lee - 2020

Loic Frances Lee

“Casa Maria Grazia“ e “Casa Ingrid” durante l’emergenza per l’epidemia da COVID-19

Luogo

Capena (RM)

Anno

2020

Associazione

Loic Francis Lee

Il Progetto

L’obiettivo del progetto portato avanti dall’associazione Loic Francis Lee nei due centri residenziali di Capena (RM): “Casa Maria Grazia” e “Casa Ingrid” è stato quello di proseguire senza particolari interruzioni l’attività delle case famiglia con la prospettiva di arrivare ad un graduale ritorno alla piena operatività di tutte le strutture nell’ultima parte dell’anno. La strategia dell’Associazione è stata quella di continuare ad operare nei propri settori di attività compatibilmente con le norme emanate dal governo. Le due case famiglia hanno potuto usufruire dell’aiuto del Comune di Capena per i dispositivi di protezione individuale e per alcune forniture alimentari. In accordo con le famiglie dei disabili ospitati sono stati completamente interrotti i periodici incontri con i familiari. Il personale delle case famiglia è stato integrato dagli operatori del centro diurno nella copertura dei turni. Questi ultimi si sono svolti lungo l’intero arco delle 24 ore e senza interruzioni festive o di riposo.

Il programma quotidiano delle due case ha previsto uno svolgimento delle attività con ritmi regolari in modo che i disabili potessero vivere in un clima sereno, protetti dalle tensioni emotive del periodo dell’emergenza. Durante il giorno si sono replicate nelle case famiglia, per quanto possibile, le attività del centro diurno: il giardinaggio, la tessitura su alcuni telai, la cucina questa volta gestita tutta internamente, le attività musicali e artistiche. La presenza di spazi verdi isolati accanto alle abitazioni ha permesso anche agli ospiti di uscire di casa per momenti di ginnastica e di gioco. Si è cercato perciò di garantire lo stato di equilibrio psicologico dei disabili, obiettivo non facile essendo limitate le occasioni di socialità e interrotti gli incontri con le famiglie. Non secondario inoltre è stato il poter continuare a garantire il contributo che viene fornito ai familiari dei disabili, spesso anziani e/o comunque impossibilitati a gestire direttamente il problema dell’assistenza ai loro fragili congiunti. Tutto questo da un punto di vista economico ha richiesto un investimento non indifferente, per questo la Fondazione J&J ha deciso di sostenere tale progetto permettendo a queste case famiglia di continuare nella gestione delle proprio attività.

L'Associazione

L’Associazione Loic Francis-Lee nasce nel 1989 per iniziativa spontanea di un gruppo di educatori e di genitori di ragazzi disabili con l’intento di assicurare a loro un presente e un futuro rispondente alla dignità umana. Pertanto, l’Associazione ha realizzato un centro semi-residenziale, due case-famiglia e una falegnameria di terapia occupazionale, nel territorio del comune di Capena (RM).

In queste strutture i portatori di handicap intellettivo possono vivere e lavorare insieme ad altre persone e acquisire una formazione adeguata alle loro potenzialità e utile al loro inserimento nelle attività lavorative e nella vita sociale.

L’associazione gestisce quattro strutture:

  • Casa Loic: aperta nel 1989, è un Centro di riabilitazione per il recupero funzionale e sociale per persone con disabilità mentali ad alto-medio carico assistenziale, sia nell’età evolutiva che nell’età adulta. Il centro è a carattere diurno semiresidenziale e si trova a pochi chilometri dal Comune di Capena.
  • Laboratorio artigianale di Terapia occupazionale per la lavorazione del legno: si trova nella zona centrale di Capena e si occupa dal 2005 del restauro di piccoli oggetti di legno.
  • Casa Famiglia “Casa Maria Grazia: è una casa famiglia in Capena, aperta nel settembre 1998 ospita 8 disabili mentali;
  • Casa Famiglia “Casa Ingrid” : è una casa famiglia con otto posti aperta nel settembre 2017 realizzata accanto al Centro Diurno.

Associazione Loic Francis-Lee

Sede operativa: Via Oslavia, 30, Via Grottaponga, 16 00060 Capena (RM)

Contatti

Tel: 06 90330833
[email protected][email protected]


Coop L’Accoglienza

Coop L’Accoglienza

Traversare il deserto

Luogo

Roma

Anno

2020

Associazione

Coop L'Accoglienza

Il Progetto

L’obiettivo del progetto “Traversare nel deserto”, portato avanti dall’associazione “L’accoglienza Onlus” è stato quello di garantire la sostenibilità organizzativa ed economica e la continuità dei servizi a medio lungo termine, nello scenario dell’emergenza del Covid-19. Quest’ultima ha stravolto i sistemi sanitari e ha richiesto una modifica del modello di gestione delle case famiglia, si sono ad esempio sospese le attività di volontariato per limitare gli accessi alle strutture.

In particolare il progetto si è prefissato i seguenti obiettivi:

– sostenere le spese economiche maggiori derivanti dall’assunzione di nuovo personale e dall’acquisto di dispositivi di protezione individuali (mascherine, guanti – sempre; calzari, camici sterili – nel caso di febbre)

– fronteggiare le fatiche finanziarie per i ritardi registrati (per carenza di personale pubblico)

– Sopperire l’assenza di personale infermieristico e fisioterapico del servizio ASL, previsto tutti i giorni, in più persone e per diverse ore , di cui sono stati sospesi gli accessi al fine di una riduzione del contagio.

– sostituire la presenza dei volontari che rappresentavano un’importante leva gestionale, sia sul profilo qualitativo, sia su quello quantitativo legato al rapporto di presenza nei turni tra operatori e ospiti. La loro attività è stata altresì sospesa come misura di mitigazione del rischio, per permettere un isolamento efficace dei servizi con una drastica riduzione dei contatti e degli accessi giornalieri.

Le attività degli educatori sono state indirizzate nello specifico a 15 bambini e adolesenti con disabilità ad alta complessità assistenziale, residenti nelle tre Case famiglia di Roma della cooperativa: “Casa di Chala e Andrea”, “Casa di Jessica e Mauro”e “Casa sull’Albero”. In particolare il rapporto degli operatori in turno è stato potenziato, e in alcuni casi raddoppiato, sia nella fascia giornaliera che in quella notturna. La Fondazione J&J ha deciso di sostenere tale progetto, garantendo la gestione delle varie attività dell’associazione durante il periodo di emergenza.

L'Associazione

L’Accoglienza Onlus è una cooperativa sociale, fondata nel 1990. Persegue i suoi obiettivi di solidarietà sociale attraverso la gestione di servizi sociali orientati ai bisogni di giovani donne sole con figli in tenera età, bambini in stato di abbandono o al di fuori della famiglia di origine per provvedimento del Tribunale per i Minori e bambini in situazione di abbandono con disabilità ad alto grado di complessità assistenziale. Negli anni della sua attività l’associazione ha promosso diversi servizi:

una Casa famiglia per bambini al di fuori della famiglia di origine denominata “Casa Betania”una Casa famiglia per donne in situazione di svantaggio con bambini denominata “Casa di Marta e Maria”,tre piccole Case famiglia per bambini con disabilità e in stato di abbandono, denominate “Casa sull’Albero, Casa di Jessica e Mauro e Casa di Chala e Andrea”, che a Roma costituiscono un unicum.L’Accoglienza gestisce inoltre diverse progetti legati alla promozione dell’affido familiare, attività di collegamento in rete fra strutture di accoglienza e fra famiglie solidali nel sostegno alle persone in difficoltà, progetti di impresa sociale per l’inserimento lavorativo delle donne in situazione di difficoltà. Gestisce ancora l’attività di un laboratorio equo-solidale denominato “Da Tutti i Paesi” e servizi di sostegno alla genitorialità per donne in situazione di difficoltà, tra cui un centro diurno per minori appartenenti a nuclei socialmente fragili denominato “Il Nido d’Ape”. La Cooperativa svolge poi un’attività di sensibilizzazione culturale del territorio, attraverso la rivista periodica “Di Tutti i Colori”. Nel 2016-2018 L’Accoglienza ha avviato un progetto pilota per il placement lavorativo delle donne e per lo stimolo e l’aggregazione dell’offerta di lavoro. Altri progetti:

nel 2018 dà avvio con La Nuova Arca al progetto #MeNeOccupo, per l’inclusione sociale e lavorativa di giovani tra i 18 e i 29 anni con bambini a carico.avvia anche “A Mani Tese”, progetto di affiancamento e sostegno ai nuclei familiari con bambini con disabilità nella prima fase di deospedalizzazione dopo la nascita.dal 2016 la Cooperativa ha avviato una strategia per l’inclusione nel lavoro di giovani donne in uscita da sistemi socio assistenziali.

L’Accoglienza soc. coop. Soc. ONLUS

Via delle Calasanziane, 12 (ROMA)

Contatti

Tel: 06 614 5596
[email protected][email protected]

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Susan G. Komen Italia Onlus - 2020

Susan G. Komen Italia Onlus

SALUTE, PREVENZIONE, CURA. OVUNQUE. Campagna di prevenzione e sensibilizzazione sulla tutela della salute femminile

Luogo

Italia - varie tappe

Anno

2020

Associazione

Susan G. Komen Italia Onlus

Il Progetto

L’emergenza Coronavirus, soprattutto nella fase più acuta, ha messo a dura prova le strutture sanitarie, costringendole alla sospensione delle tradizionali attività di screening e diagnosi precoce, con conseguenze profonde sulla percentuale di diagnosi tardive di tumori del seno. La maggior parte delle Breast Unit si trova infatti in ospedali che si sono occupati di Covid, creando problemi di accesso al reparto, di riduzione delle sedute operatorie nel 74% dei casi, e nell’80% dei casi una diminuzione del numero delle pazienti operate per cancro. Ma il problema più evidente che è stato riscontrato è quello all’origine del percorso: la sospensione cautelativa dei programmi di screening oncologico e dunque la mancata possibilità di diagnosi di un eventuale tumore del seno in fase iniziale, ha probabilmente avuto un impatto doppio rispetto alla parte della chirurgia.

L’appello è dunque quello di recuperare il tempo perduto e cercare di cercare di garantire alle donne un accesso più facile, ma comunque di qualità, agli esami di prevenzione perché sebbene la pandemia li abbia messi temporaneamente in secondo piano, i tumori del seno nel nostro paese continuano a colpire duro: oltre 4.300 nuove diagnosi e più di 1.000 donne che perdono la loro vita ogni mese. E’ per questo che la Komen intende realizzare tre diverse progettualità, l’ “E-Lab Salute, Sport e Solidarietà”, la “Carovana della Prevenzione” ed il “Villaggio della Salute della Donna”, che costituiscono un approccio integrato, interdisciplinare e multifattoriale di sensibilizzazione ed inclusione sociale per la prevenzione e follow-up delle più comuni patologie di genere. E-Lab Salute, Sport e Solidarietà rappresenta un hub educativo cross-mediale che sfrutti le potenzialità dei canali di comunicazione digitali della Komen Italia. La Carovana della Prevenzione prevede che vengano realizzate 20 “Giornate di Promozione della Salute Femminile”, con particolare riferimento alle 7 regioni che ospitano un Comitato Regionale della Susan G. Komen Italia, ovvero Lazio, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Campania, Emilia Romagna e Lombardia. Il Villaggio della Salute della Donna”, Infine, prevede l’organizzazione, nel mese di ottobre 2021, del “Villaggio della Salute della Donna”, che costituisce il fulcro del programma di attività della “Race for the Cure”, evento simbolo dell’Associazione. Il Villaggio della Salute sarà suddiviso in aree, ciascuna delle quali dedicata a un settore d’intervento specifico della tutela della salute. Grazie al contributo offerto dalla Fondazione J&J si è potuto dare più continuità alle attività di screening e prevenzione dei tumori del seno.

L'Associazione

La Susan G. Komen Italia è un’organizzazione senza scopo di lucro basata sul volontariato, che opera dal 2000 nella lotta ai tumori al seno. E’ il primo affiliato europeo della “Susan G. Komen for the Cure” di Dallas, la più grande istituzione internazionale impegnata da oltre 25 anni in questo campo. Promozione della prevenzione, supporto alle donne che si confrontano con la malattia, miglioramento della qualità delle cure e potenziamento delle strutture cliniche sono la mission dell’Associazione. Le risorse economiche provenienti da donazioni di privati, aziende ed istituzioni hanno permesso all’organizzazione di investire 18 milioni di euro nella realizzazione di oltre 700 nuovi progetti, propri e di altre associazioni, in tutta Italia. Oggi la Komen è presente in 7 regioni italiane (Lazio, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Basilicata, Campania e Lombardia) ed opera in collaborazione con una vasta rete di associazioni “amiche” in oltre 100 città in tutta Italia. Una rete di 3.000 volontari e numerosi testimonial supportano con impegno e passione la causa. L’attività della Komen è rivolta ad un problema di grande rilevanza sociale, che direttamente o indirettamente entra in tutte le case. I tumori del seno rappresentano infatti le neoplasie maligne più frequenti fra le donne di tutte le età e la principale causa di morte nella popolazione femminile oltre i 35 anni. Anche gli uomini, seppure occasionalmente, possono sviluppare questa malattia (1 caso ogni 100 tumori del seno). Ogni anno in Italia si registrano oltre 53.000 nuovi casi, una nuova diagnosi ogni 15 minuti. Una donna su nove sviluppa un tumore del seno nel corso della vita, con gravi ricadute sulle famiglie e sul mondo del lavoro. Sebbene le possibilità di guarigione siano piuttosto alte, quasi 12.000 donne ogni anno perdono la loro battaglia.

Susan G.Komen Italia ONLUS

C.ne Clodia 78/A 00195 Roma (RM)

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Tel 06 3050988
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Ultimo aggiornamento: 25/11/2025

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